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No all’AirGun – Si al Parco

Come si apprende dagli organi di informazione la RAS ha stanziato 21 milioni di € a favore dei parchi regionali allo scopo di «realizzare interventi per la fruizione dei luoghi: reti sentieristiche, ristrutturazione di edifici, di ostelli in cui soggiornare, campi scout, piste ciclabili» (cfr. http://www.sardiniapost.it/cronaca/parchi-aree-marine-protette-stanziati-dalla-regione-21-milioni-euro/).

Dunque, quella dei parchi regionali si conferma una scelta non solo incoraggiata e promossa dalla Regione sarda ma anche premiata, come peraltro è ovvio, con specifiche dotazioni finanziarie che, nei territori interessati, andranno ad aggiungersi ed integrarsi a quelle standard. Mentre ci apprestiamo e invitiamo a combattere l’ennesima battaglia contro l’Air Gun, anche grazie all’iniziativa del GrIG (https://gruppodinterventogiuridicoweb.com/2016/08/02/no-senza-se-e-senza-ma-alle-ricerche-petrolifere-nel-mar-di-sardegna/#more-15634) continuiamo a stupirci del perché le amministrazioni di Bosa e del territorio non abbiano ad oggi, dopo circa tre anni dalla nostra iniziale proposta, avviato alcuna discussione sull’opportunità della costituzione di un Parco. Ricordiamo che “scelta ambientale” non significa soltanto dire di No al saccheggio del territorio e che per un territorio “speciale” come il nostro non può nemmeno bastare la gestione dell’ordinario, per la quale comunque bisogna fare tutto il possibile. Per un territorio come il nostro è necessario fare una scelta “speciale”, costruire una nuova immagine, creare le strutture e studiare le strategie per approfittare di ciò che abbiamo. In un momento in cui i comuni, giustamente, lamentano la carenza di fondi, 21 milioni da dividere in pochi parchi regionali ed altre zone speciali sono certamente una boccata d’ossigeno che avrebbe fatto bene anche al nostro territorio e ai nostri comuni, oltre che aiutato a gestire e valorizzare l’immenso patrimonio ambientale, marino e terrestre.

 

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