Archivio della categoria: acqua bene comune

bastadistacchi

L’acqua non va slacciata

In merito agli slacci dell’acqua da parte di Abbanoa a Bosa, Il Comitato AcquaBeneComune PlanargiaMontiferro riafferma il diritto all’acqua potabile pubblica e il corrispondente dovere di pagarne i reali consumi .

il Comitato ABCPM da anni promuove e segue fino alla conclusione vittoriosa delle vertenze presso il giudice di pace i reclami dei numerosissimi utenti che ne hanno ampie ragioni , e ha sempre sconsigliato quel comportamento frequentemente constatato anche a Bosa da parte di cittadini , che pur con fondate ragioni di reclamo nei confronti di Abbanoa, semplicemente ” non pagano”, mettendosi direttamente e immediatamente nella condizione di “morosità”.

L’acqua è un diritto e come tale va difeso con tutti gli strumenti legali che abbiamo a disposizione, innanzitutto la Carta dei servizi di Abbanoa e le leggi vigenti.

Riaffermiamo comunque il principio che ogni persona ha diritto al minimo vitale quotidiano di acqua 50 litri , che va garantito anche in caso di slaccio: e pensiamo che l’amministrazione comunale debba far proprio e difendere questo principio vitale per tutti.

– il diritto all’acqua risulta quale estensione del diritto alla vita affermato dalla Dichiarazione universale dei diritti umani,

– la risoluzione ONU del 28 luglio 2010 dichiara per la prima volta nella storia il diritto all’acqua un diritto umano universale e fondamentale

– il quarto forum mondiale dell’acqua a Città del Messico nel 2006 ( con la partecipazione di 146 paesi) si è concluso con la “Dichiarazione degli enti locali sull’acqua” stabilendo il livello minimo di 20 litri di acqua al giorno come diritto non commerciabile, mentre 40 litri di acqua al giorno il diritto minimo secondo l’ONU (minimo 50 secondo l’OMS).

Il comitato Acqua Bene Comune della Planargia ha predisposto un modulo con la diffida di distacco da inviare in risposta a queste intimidazioni.

Il documento va spedito per raccomandata con ricevuta di ritorno e compilato  in base alla propria situazione.

Il documento è scaricabile sul sito benicomuniplanargia.wordpress.com alla pagina Bosa, diffida di distacco

UN CONSIGLIO IMPORTANTE:

Se arrivano gli addetti di Abbanoa per chiudere il contatore, pretendete i loro nomi e scriveteveli ( è un vostro diritto, il vostro dovere è quello di dare il vostro nome), chiamate immediatamente i carabinieri oppure la polizia urbana (come testimoni dei fatti) e il sindaco o l’ assessore che lo sostituisce ( di solito il vice sindaco):  il sindaco è il responsabile della salute pubblica nel comune e quindi deve garantire l’erogazione del minimo indispensabile di acqua e impedire la chiusura completa del contatore. Gli adddetti di Abbanoa devono obbligatoriamente scrivere un verbale dove descrivono quello che è successo e i motivi per cui hanno avuto ordine di chiudere il contatore

https://benicomuniplanargia.wordpress.com/bosa-diffida-di-distacco/

 

Comitato Acqua Bene Comune per la Planargia e il Montiferru

acqua non si vende

Case dell’acqua: nessun alibi per la potabilità

A fronte dell’annuncio sulla stampa della prossima installazione di case dell’acqua a Bosa e Planargia il Comitato Acqua Bene Comune Planargia e Montiferroesprime soddisfazione ricordando come questa sia una battaglia che il Comitato porta avanti da anni, dato che le case dell’acqua, nella loro versione essenziale e non sovraccaricata di costosi e superflui accessori, sicuramente migliorano la situazione rispetto allo spreco assurdo di bottiglie di plastica e soldi privati e pubblici.

Si approfitta tuttavia per porre alcune questioni: anzitutto va detto che le case dell’acqua devono sostituire l’acqua minerale in bottiglia, non l’acqua di casa, per la quale deve essere comunque garantita la potabilità dal gestore Abbanoa e sulla quale la trasparenza e l’attenzione delle Amministrazioni Comunali deve essere massima. Le firme di 1.600 persone, su questo aspetto, sono un fatto assai importante. La battaglia per l’acqua pubblica, dunque, prescinde dalle case dell’acqua.

Chiediamo inoltre all’Amministrazione di valutare la soluzione anche solo di un decloratore o filtro posto immediatamente prima del rubinetto delle fontanelle di acqua pubblica già esistenti nelle zone abitate. Una soluzione da privilegiare anche perchè meno costosa. il Comitato aveva già fatto pubblica richiesta alla precedente amministrazione, senza risultato.
In ogni caso chiediamo decisamente e a gran voce che, nel caso di installazione di casa dell’acqua, venga esclusa la marca Soda Stream. Molti non sanno che l’azienda israeliana ha La sua principale fabbrica in un insediamento israeliano nei Territori palestinesi occupati, ritenuti illegali dal Consiglio di Sicurezza dell’ONU, dalla Corte Internazionale di Giustizia e da tutte le istituzioni europee. Ricordiamo che, per questo motivo, Legambiente, che aveva stipulato un contratto di sponsorizzazione con Sodastream, venuta a conoscenza delle violazioni dei diritti umani, ha rescisso il contratto; WWF, ignaro, coinvolto in un’iniziativa promozionale di Sodastream, ha negato l’uso del proprio logo; Oxfam Italia ha sospeso i rapporti con Paola Maugeri a causa del suo ruolo da testimonial per Sodastream. E il Comune di Trieste ha ritirato un prodotto Sodastream previsto come premio per un concorso sulla raccolta differenziata.

pericolo-amianto-acqua

Osservazioni al Piano Regionale Sardegna per l’Amianto

Il 5 febbario 2015 è stato depositato il Piano Regionale per l’amianto dall’ Assessorato Regionale della Difesa dell’Ambiente.

http://www.sardegnaambiente.it/index.php?xsl=612&s=273066&v=2&c=4807&idsito=18

A questo link è possibile consultare quindi il Piano:
http://www.sardegnaambiente.it/documenti/18_183_20150203122401.pdf

mentre a questo è possibile leggere una versione semplificata (non tecnica) del piano

http://www.sardegnaambiente.it/documenti/18_183_20150203122543.pdf

Il Comitato Acqua Bene Comune per la Planargia e il Montiferro congiuntamente al Gruppo InBosa ha inviato delle osservazione al Piano varato dalla Regione Sardegna, rivolte a porre il problema delle condotte in cemento-amianto del servizio idrico e a chiedere maggiore trasparenza sul’utilizzo effettivo dei fondi erogati. Inoltre abbiamo insistito sulla necessità di un maggior coinvolgimento della popolazione in un processo di partecipazione larga ed effettiva.

Di seguito il documento inviato tramite PEC: Continua a leggere

Bosa ha sete di acqua di rubinetto: con 1600 firme reclama azioni e certezze provate sulla sua potabilità

Il Comitato Acqua Bene Comune Planargia e Montiferru ha realizzato una raccolta di firme attorno ad una petizione che recita:

COMITATO ACQUA BENE COMUNE DI PLANARGIA E MONTIFERRO

Le/i sottoscritte/i utenti del servizio idrico gestito da Abbanoa spa

DENUNCIANO Continua a leggere

Custa befa non mi la bufo

conciliazione acquaDopo tanto tempo, è iniziata la procedura di conciliazione frutto dell’accordo tra Comune di Bosa e Abbanoa, sottoscritto dal Sindaco e dal responsabile dei rapporti col pubblico per Abbanoa, durante l’assemblea del 30 Luglio convocata allo scopo, e che fu letto di fronte a tutti.

Finalmente ora siamo a conoscenza del modulo proposto, dove  all’utente: 1) si propone in forma possibilista l’applicazione della prescrizione dal 2006 (quando sappiamo che fino al 2009 le bollette sono già ora prescrivibili) dunque concedono un diritto che già abbiamo 2) si prefigura una rateazione dell’ìmporto concordato proporzionata al reddito (massimo 60 rate per i redditi più bassi) 3) ma si impone il pagamento di interessi superiori al 2% sulla rateazione, infine 4) si ignorano periodi di non potabilità dell’acqua. Continua a leggere

Ennesima interruzione del servizio idrico.

tubo rottoL’amministrazione comunale non assume le proprie responsabilità e non è in grado di garantire un servizio idrico indispensabile ai fini del mantenimento degli standard della salute pubblica. Ancora un fine settimana senz’acqua e senza alcun preavviso, se non un generico comunicato sul sito del Comune, che invita i Bosani a fare un uso razionale dell’acqua evitando sprechi. Non va meglio sulla pagina Facebook del Sindaco, dove al medesimo comunicato segue il silenzio; interrotto solo per avvisare dell’avvenuta riparazione dell’ennesimo guasto nella condotta foranea. Sta di fatto che l’acqua dai rubinetti di molte case continua a mancare. Continua a leggere

Bosa: è tornata l’acqua

Sardegna abbanoa 2Dopo cinque giorni di assenza ha cominciato nella notte ad entrare nei serbatoi discreta, goccia a goccia e stamani  quasi irruente. Pareva di vederla scendere dalle sorgenti di Luzzanas, fresca, allegra  ed entrare nei serbatoi, scendere nei tubi di un sistema idrico antico ed usurato di Sa Costa. Da li diramarsi con potenza in un sistema capillare, proprio come quello del corpo umano perché l’acqua è come il sangue: necessario alla vita. Ed alla vita ti porta  quando sotto la doccia la senti potente che entra in tutte le fibre di te. Continua a leggere

Abbanoa, abba de Sardigna?

Sardegna abbanoa 2Buoni propositi – Nata nel dicembre del 2005 dalla fusione di precedentisocietà di gestione, Abbanoa è una spa “in house” (a totale capitale pubblico locale), essendone soci la Regione e 342 Comuni dell’Isola. La società gestisce l’intero ciclo del sistema idrico: preleva le acque, le porta ai serbatoi, le immette nella rete di distribuzione; provvede al servizio di fognatura, depurazione e smaltimento delle acque reflue. Continua a leggere

Referendum acqua: lo scippo è compiuto

L’acqua non è un’invenzione umana. Non può essere confinata e non ha confini. E’ per natura un bene comune. Non può essere posseduta come proprietà privata e venduta come merce (Vandana Shiva)

Questa ripubblicizzazione non s’ha da fare – Forse non tutti sanno che dal 21 luglio 2011, giorno successivo alla data di pubblicazione dei risultati referendari sulla Gazzetta Ufficiale (n. 167), i gestori stanno continuando ad applicare illegalmente sulle bollette dell’acqua quella “quota di remunerazione del capitale investito”, che 27 milioni di cittadini, con il proprio voto, hanno abrogato, insieme alla norma che stabiliva l’affidamento del servizio idrico a soggetti privati; pronunciandosi a favore di una gestione fuori dalle logiche di mercato e senza profitti. In una democrazia che si rispetti, ai referendum avrebbero dovuto far seguito azioni, da parte del Governo, coerenti con la volontà popolare. E in effetti, si sono dati tutti un gran da fare, ma in ben altra direzione. Continua a leggere