Chi siamo

ovvero Istanza di Informazione Indipendente per Bosa e dintorni

Il comitato InBosa nasce da un gruppo di persone impegnate in attività di difesa dei beni comuni e dei diritti dei cittadini e nell’opera di informazione sull’importanza della tutela del territorio e di una politica fatta di partecipazione. 

Il primo nucleo di InBosa è figlio a tutti gli effetti del Comitato Acqua Bene Comune Planargia e Montiferru, impegnato nella battaglia per un servizio idrico pubblico, efficiente ed equo.

Ci siamo occupati attivamente e concretamente, sul territorio, non solo della questione Acqua ma di tutti quei problemi che coinvolgono i beni comuni. Ci siamo impegnati militando nei comitati cittadini, distribuendo volantini, partecipando a manifestazioni, a presidi, raccogliendo firme, ascoltando, raccontando, informandoci e informando, accomunati dal desiderio di difendere ciò che è di tutti e non dovrebbe mai essere solo di qualcuno. Ci siamo impegnati per diffondere la consapevolezza dei diritti della persona e del cittadino, affinché ognuno di noi sia in grado di difendersi dall’arroganza dei prepotenti.

InBosa nasce appunto con l’esigenza di creare strumenti di informazione per poter veicolare e diffondere idee, esperienze, conoscenze che vadano in direzione diversa e spesso contraria rispetto alle politiche predominanti, troppo spesso improntate ad uno sfruttamento del territorio e dell’ambiente poco o per niente adeguato alla loro tutela e ad una scarsa attenzione ai diritti della persona.

La prima apparizione di InBosa si deve ad una rivista dal titolo “Forse non tutti sanno che…”, autofinanziata, anche col contributo di alcun amici, e autodistribuita.

Questa l’introduzione editoriale della rivista:

Golf, Radar, Acqua, Difesa del Territorio, Beni Comuni. Ci sono tanti fili che uniscono questi argomenti. Essi, più o meno impliciti, saranno evidenti al lettore attento, che li intreccerà a modo suo. Lo faranno pensare, speriamo, e guardare in altro modo, forse con una prospettiva più ampia, i fatti che lo circondano. Sicuramente gli daranno informazioni che non tutti hanno. A partire dal discusso progetto golfisticospeculativo-immobiliare, distruttivo di un bene-comunesociale-ambientale-turistico, come quello che riguarda Tentizzos, di diretto interesse locale della città di Bosa; passando per la vicenda della speculazione economica sull’acqua – ‘bene comune’ per eccellenza, dato che se ne disconosce il diritto al profitto privato – a proposito della quale è evidente il ripetuto tradimento (non temiamo di usare un termine così forte) da parte di chi ci governa; per arrivare a questioni etiche generali, che vale la pena porre in modo anche teorico quali, appunto, i beni comuni e lo sviluppo sostenibile. Parole di cui oggi, in tutta fretta, si appropria la politica elettorale dei partiti, senza però offrire ai cittadini spazi di ascolto, confronto e riflessione, e senza che ne conseguano azioni coerenti. E con l’effetto di ridimensionarne il vero potenziale politico, sociale e culturale.  Ma attenzione: il messaggio che vogliamo dare non è quello, come si potrebbe immaginare, che ‘tutto va male’. Non è così. Quando i cittadini si attivano e si difendono capita che un pericoloso Radar, ovvero un gigantesco forno a microonde, non venga installato sopra le nostre teste; capita che il Referendum per l’acqua pubblica e contro il nucleare abbia il clamoroso successo che tutti sappiamo; capita che il Presidente dell’Uruguay faccia ‘il discorso più bello del mondo’, che ci regaliamo in queste pagine. Quello che vogliamo fare è politica, certo, anche noi. Ma una politica che consenta di partecipare attivamente alle scelte, in modo indipendente, senza uniformarsi né contrapporsi ‘per partito preso’ al sistema istituzionale. Affinché noi cittadini possiamo conquistarci e coltivare ogni giorno sul terreno la nostra autonomia e il comune benessere, nella dimensione locale e in quella globale. Per fare ciò è necessario mettersi in gioco, magari con forza, riconoscendo quale principale avversario l’accettazione e la rassegnazione. Ed è necessario aprire bene gli occhi, informarsi e informare.

 

Dopo tante battaglie combattute in difesa dei beni comuni, dicendo No alle tante scelte dannose per il territorio e le comunità, il Comitato InBosa ha deciso di fare uno sforzo ulteriore e fare una proposta costruttiva: l’istituzione di un Parco Ambientale Storico Culturale per Bosa e dintorni.

Intorno a questa proposta che sposa un modello di sviluppo sostenibile si stanno raccogliendo adesioni e partecipazioni e il Comitato si va sempre più allargando.

La sfida è ora quella di dare a Bosa e al territorio circostante una possibilità di crescita legata alla partecipazione e al rispetto delle tante ricchezze ambientali e culturali.

7 pensieri su “Chi siamo

  1. massimo marinelli

    Partecipo da qualche tempo (o almeno cerco di farlo abche se da lontano) ai dibattiti che si sono recentemente aperti, soprattutto a quello del golf a Tentizzos, che mi sta molto a cuore ma mi interessa tutto quanto attiene alla difesa del territorio ed alla lotta contro chi vuole violarlo per conseguire profitto.
    Non ero mai entrato nel sito anche per negligenza da parte mia ed è stata una piacevole scoperta
    Il territorio sardo e quello di Bosa in particolare rappresenta una formidabile risorsa per i futuro anche sotto il profilo economico, ma queste cose sono già abbastanza note e non è il caso di dilungarsi troppo.
    Mi limito a dire che sono sempre stato disponibile al confronto perchè da questo nascono sia le idee che le proposte. Sarei quindi molto interessato a dare il mio contributo.
    Cordiali saluti

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    1. Sig, antonello

      Buongiorno Sig. Marinelli ? cognome tipico Sardo come lo è quello del webmaster, non importa, deduco che lei non viva a Bosa ma venga sporadicamente a calpestare il suolo free del nostro territorio, si appunto come si è abituati a fare, la ringrazio per sua disponibilità al confronto nell’interesse della tutela etc…
      In verità le dico che mi sono stancato di leggere commenti idioti di ciò che non si dovrebbe fare,
      da noi c’è un detto che recita ( si faeddada a bucca prena)

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  2. Massimo Marinelli

    Si, in realtà non abito a Bosa, ma ci vengo abbastanza spesso. Calpesto il suolo free, ma lo calpesto con molto rispetto, contrariamente a quello che fanno molti suoi corregionali che abbandonano rifiuti dappertutto.
    Aggiungo che da 5 anni raccolgo bottiglie, piatti di plastica usati, lattine di birra Ichnusa e quant’altro per cercare di ripulire sia le spiagge che la macchia.
    Sono sempre disponibile a qualsiasi tipo di confronto, anche con la paletta in mano perchè dalle mia parti si dice che le chiacchiere se le porta il vento.
    Cordialmente
    M. Marinelli

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  3. Sig, antonello

    la Ringrazio enormemente per quello che fà, ma mi creda la sua posizione è di parte, a tal proposito ricordo che il suolo free viene imbrattato proprio da quelli che sbandierano con orgoglio i 4 mori durante le manifestazioni a favore dell’ambiente,
    che sono contrari alle pale eoliche, al solare perchè ruba terreno all’agricoltura, intanto però preferiscono bruciare petrolio, mentre la loro unica coltivazione è quella che si fumano.
    AKUNA MATATA !!!!

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    1. massimo marinelli

      Non mi sevono i ringraziamenti. Al contrario sono io che ringrazio il sig. Antonello per le sue certezze granitiche (da vero sardo).
      Io che sono un semplice continentale mi limito a dire che non mi interessano le contrapposizioni soprattutto quando sono di basso profilo e che ho sempre pensato che dalle piccole cose nascano quelle più grandi. Altre parole non servono, ne sono state dette già troppe !!
      Per concludere lancio una proposta: andiamo a pulire la costa, tutti all’Abba Durke il 7 dicembre io sono pronto, vediamo quanti vengono

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  4. Sig, antonello

    Gentile Massimo, questa sua iniziativa e già stata fatta dall’amministrazione comunale , i quali hanno ripulito, devo dire benissimo , il litorale di Turas e tutto il quartiere di Sa Costa , l’iniziativa è stata pubblicizzata su FB, non ostante ció il numero dei partecipanti si è limitato agli assessori e familiari . ( niente bandiere con i 4 mori) Mi permetto di suggerirgli di girare questa sua proposta al Sindaco, con il consiglio di coinvolgere le scuole, perché come dice lei, e su questo mi trova d’accordo , sono le piccole cose che cambiano il mondo!!
    Da ragazzino mi insegnavano l’Educazione civica, diversi anni fà quando la primavera decideva di attrezzare il campo in erbetta, andavamo con tutti gli amici e i nostri bambini a s’abba druche, mi capitava di dover raccogliere il pallone che si soffermava stoppato da dei barattoli o da dei contenitori in plastica, a fine maggio il pallone veniva raccolto sempre più lontano, purtroppo ora sono ragazzi e non si va più a giocare a pallone, però adesso vanno alle superiori, (magari si porteranno anche il pallone….)
    ( lì non esistono contenitori per la differenziata il comune dovrebbe attrezzarsi )
    ( consiglio s’abba druche lo scriva in questo modo)
    Saluti Antonello

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    1. massimo marinelli

      Gentile Antonello, mi fa piacere sapere che l’amm. comunale abbia già provveduto. Non sono informato perchè non sto su FB (le catene di Sant’Antonio non mi sono mai piaciute) e mai ci andrò, sono sufficienti mail e cellulari. Dunque se è così, va bene, anche se un giretto all’abba druche -parlo del boschetto io lo farei comunque per verificare-. Girerò comunque la proposta al Sindaco e vediamo se la condivide (a settembre il boschetto era un letamaio) ma sono scettico perchè ho già sollevato (senza alcun risultato) la questione dell’arredo urbano, verde pubblico, alberi malati da sostituire ecc. Eppure mi risulta che la loro campagna elettorale sia stata impostata anche su questo !! Cosa poi gli diranno alla gente che li ha votati ? Nonostante tutto però lo farò. Per quanto riguarda l’educazione civica bisognerebbe agire sul ricambio generazionale e far crescere i bambini (dall’asilo in su) nel rispetto della natura. Comunque, venendo al concreto, io sono sempre disponibile, quale che sia il problema da risolvere perchè come ho già detto, sono le piccole cose che poi generano le grandi e non le parole
      Un saluto

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