Chiediamo di vivere e non di morire

 ponte crollatoSe dovessi descrivere oggi il mio stato d’animo dopo la catastrofe occorsa alla nostra amata Isola non mi abbandonerei alle lacrime né tanto meno alla tristezza.

In realtà la  mia è rabbia, di quella rabbia prima istintiva e poi ragionata. Una rabbia che mi porta a ripercorrere quelle ore e quei momenti in cui l’acqua e il vento si abbattevano con forza devastante, forieri di presagi funerei. Anche nel mio comune pioveva e pioveva talmente forte che una volta deliberato lo stato d’emergenza e costituito il centro operativo di coordinamento abbiamo deciso di non lasciare soli i nostri cittadini, ma al contrario di affrontare con loro l’emergenza. Insieme ai volontari della Protezione civile, ai tecnici, agli operai, agli agricoltori abbiamo ripristinato la viabilità interrotta, abbiamo liberato dal fango le abitazioni, abbiamo rimosso gli alberi sradicati dalla bufera, abbiamo svuotato scantinati allagati dalla furia dell’acqua.  Contestualmente le notizie dai paesi vicini parlavano di intere comunità sommerse, parlavano di interi quartieri evacuati, parlavano di morte e insieme a loro morivamo anche noi. Ed allora mi arrabbio perché invece di accompagnare alla degna sepoltura  giovani, anziani, bambini,  dovremmo avere la forza di decretare la morte di un modello di società legata all’iper svilluppismo sfrenato, che ci ha portato a costruire dove non si poteva costruire, che ha sfidato le leggi della natura in nome del dio denaro, che ci ha portato a considerare le persone alla stregua di semplici numeri come se invece dal nostro pianto,  non traspaiano sentimenti, emozioni, dolore e dignità. Ed allora mi arrabbio perché come amministratore mi sento impotente, perché i Comuni non possono essere lasciati soli: quello che vi chiediamo è di consentirci di mettere in sicurezza il nostro territorio anche con le poche risorse a disposizione attraverso l’allentamentamento del Patto di Stabilità. In fondo mi arrabbio perché chiediamo semplicemente di vivere e non di morire.

 

Assessore all’Ambiente – Comune di Sardara
Andrea Caddeo

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