no trivelle

Ci riprovano !

Ci siamo illusi troppo presto   che il blocco del piano governativo per nuove  concessioni per la ricerca di idrocarburi avesse messo una parola fine alle prospezioni per la ricerca di nuovi giacimenti.

Ebbene no: i ministeri competenti hanno preso decisioni importanti per rilasciare una  autorizzazione di prospezione nel mare di Sardegna a nord-ovest dell’isola per una superficie di quasi 21.000 kmq  ; una superficie  enorme grande quasi come quella dell’isola che è di 24.000kmq.

Eppure la stessa autorizzazione era stata negata nel 2014 alla società americana Schlumberger, in seguito a una levata di scudi congiunta da parte di abitanti, comitati, amministrazioni di  comuni della costa occidentale , da Alghero ad Oristano , con l’appoggio della Regione Sardegna.

I motivi  di incompatibilità ambientale evocati nelle osservazioni  inviate e accettate dai ministeri per rifiutare la richiesta della società americana  restano gli stessi, e sono essenzialmente  legati al disastro ecologico per l’ambiente marino che  la ricerca con la tecnica AIR-GUN provocherebbe; gli spari utilizzano potenti  bombe ad aria compressa, con ripercussioni  distruttive della fauna  e quindi dell’economia ittica e turistica.

Pensiamo perciò che  la richiesta di prospezione da parte della società  norvegese TGS-NOPEC non avrebbe neanche dovuto essere presa in considerazione.

Contro questo assurdo nuovo  tentativo di attacco all’ambiente  per sostenere scelte energetiche che si devono assolutamente abbandonare, se si vuole salvare la vita su questa terra, le amministrazioni comunali del litorale si sono schierate con determinazione, chi deliberando e  chi aderendo all’azione intrapresa dal GRIG ( gruppo d’intervento giuridico) sottoscrivendo il suo documento di richiesta ai ministeri  competenti di confermare l’incompatibilità ambientale delle prospezioni e di non concedere autorizzazioni.

Il comitato “No trivelle” di Bosa,  in sinergia con il GRIG, si è organizzato  e ha presentato in luoghi pubblici una documentazione sul nuovo rischio che incombe sulla fauna marina e sull’ambiente in generale, raccogliendo  circa 600 firme di  isolani e turisti  in sottoscrizione del  documento di osservazioni elaborato dal GRIG. Permane alto il rischio che le prospezioni per la ricerca di idrocarburi nel mare di Sardegna possano partire con  la distruttiva tecnica del bombardamento del suolo marittimo con la tecnica air gun, pertanto Il comitato considera che tutta la popolazione deve tenersi pronta a reagire con determinazione ad un’eventuale decisione di concessione per la prospezione, cosa  che potrebbe significare un vero disastro irreversibile per l’ambiente e l’economia locale.

COMITATO NO TRIVELLE BOSA