Bosa: è tornata l’acqua

Sardegna abbanoa 2Dopo cinque giorni di assenza ha cominciato nella notte ad entrare nei serbatoi discreta, goccia a goccia e stamani  quasi irruente. Pareva di vederla scendere dalle sorgenti di Luzzanas, fresca, allegra  ed entrare nei serbatoi, scendere nei tubi di un sistema idrico antico ed usurato di Sa Costa. Da li diramarsi con potenza in un sistema capillare, proprio come quello del corpo umano perché l’acqua è come il sangue: necessario alla vita. Ed alla vita ti porta  quando sotto la doccia la senti potente che entra in tutte le fibre di te.

Gestire un’ emergenza non è facile ma nemmeno poi così difficile, basta sapere cosa e quando succede in tempi brevi. Ci piacerebbe avere un servizio  pubblico efficiente  con un controllo  diretto dal Comune dove ogni guasto venga tempestivamente pubblicato attraverso locandine visibili nelle vie,radio, altoparlanti in giro per la città a fare entrare la voce in ogni buco di luogo. Da quel momento in poi ci si  allerterebbe  risparmiando  per davvero acqua. Noi umani siamo fatti così:diventiamo consumatori accaniti, gettiamo via quintali di spazzatura inutile, e ci nutriamo di spazzatura inutile, ma se dobbiamo proteggere la nostra vita, sappiamo come fare, la cosa più importante, la vita appunto, diventa necessità primaria.

Con la legge 131 del 2001, il servizio è passato alla società per azioni Abbanoa  anche se per ora il capitale è pubblico  con quote ripartite tra i 342 comuni della Sardegna che hanno aderito alla formula:  “ti consegno il servizio tu lo fai io ti pago”.Insieme alla gestione dell’intero ciclo del sistema idrico  è stata trasferita da parte delle amministrazioni ad Abbanoa anche la conoscenza del territorio, la trasparenza dell’informazione sui guasti, sui pagamenti delle bollette, e tutte quelle relazioni che servono a mantenere la coesione di una comunità di cui l’acqua è la vita e il sangue.

In Sa Costa la necessità si trasforma in virtù ogni qualvolta esiste una difficoltà pratica, compresa l’emergenza rifiuti che non è vero  sia stata risolta dai volontari che  con veemenza una volta all’anno fanno Bosa Pulita. Succede che attraverso un giro di voci sonoro e incazzato le donne si dicono quando qualcosa non va e si mettono in prima persona all’opera. C’è chi raccoglie giornalmente l’immondizia e pulisce le scale,c’è chi crea giardini fioriti per offrire  bellezza a chi vive e a chi passa. C’è chi si ripara da sé i buchi nelle stradette per evitare di cadere. Anche per l’acqua è così con un richiamo di sensi e di parole l’emergenza si fa sentire come una cascata torrenziale.

Ora abbiamo il web che, con la modalità di facebook, permette ai frequentatori della rete, di chiamarsi l’un l’altro proprio come succede nei vicoli della città vecchia, ma è solo uno strumento, di fatto lo stato delle cose resta invariato. E’ l’organizzazione a monte che è come il servizio idrico:un colabrodo. In tutta la Sardegna ormai l’ attività di Abbanoa viene criticata e denunciata per irregolarità, mancanza di informazione, fatture troppo alte, diffide di pagamento e sospensione dell’erogazione dell’acqua ai danni dei cittadini . Ci sono comuni che si ribellano e che cercano  di riportare il controllo sulla gestione dell’acqua sul proprio territorio con varie modalità .E’ ora che anche il nostro comune dimostri serietà nell’affrontare la questione acqua e tiri fuori  l’orgoglio di difendere i  suoi cittadini  pensando al Bene Comune e opponendosi con tutti i mezzi alle condizioni di Abbanoa.  Ci auguriamo che  lo stato di emergenza possa servire anche al primo cittadino a cambiare pensiero e modalità di azione.

Con il referendum  del 21 luglio 2011 27.000.000 di italiani hanno dichiarato con il proprio voto che la quota di remunerazione del capitale investito che Abbanoa in Sardegna  e tutte le società private che gestiscono l’acqua in Italia non deve essere pagata nelle bollette dai cittadini. Ma né i Comuni, né le Autorità di Ambito Territoriali,né lo Stato, hanno recepito queste richieste legali. Di fatto si continuano a pagare  quote illegittime. Il profitto sull’acqua deve essere eliminato. I  comitati cittadini in tutta Italia si attivano affinché sia rispettato l’esito del referendum  e perché l’acqua torni ad essere pubblica :è una necessità . “L’acqua non è un’invenzione umana. Non può essere confinata e non ha confini. E’ per natura un bene comune. Non può essere posseduta come proprietà privata e venduta come merce”  Vandana Shiva

 Ps.  E poi  hanno il coraggio di  proporci anche un campo da golf  che ogni 24 ore si berrebbe la stessa quantità di acqua che Bosa consuma!

Comitato Acqua Bene Comune Planargia Montiferro

http://benicomuniplanargia.wordpress.com/

inbosa.it

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