Ennesima interruzione del servizio idrico.

tubo rottoL’amministrazione comunale non assume le proprie responsabilità e non è in grado di garantire un servizio idrico indispensabile ai fini del mantenimento degli standard della salute pubblica. Ancora un fine settimana senz’acqua e senza alcun preavviso, se non un generico comunicato sul sito del Comune, che invita i Bosani a fare un uso razionale dell’acqua evitando sprechi. Non va meglio sulla pagina Facebook del Sindaco, dove al medesimo comunicato segue il silenzio; interrotto solo per avvisare dell’avvenuta riparazione dell’ennesimo guasto nella condotta foranea. Sta di fatto che l’acqua dai rubinetti di molte case continua a mancare.

In modo altrettanto generico e casuale, apprendiamo che il progetto – vagamente, eppure pubblicamente, promesso alla cittadinanza – di installare una fontanella pubblica con acqua declorata, è stato bocciato dalla Regione. E così, mentre noi attendevamo fiduciosi…

Bastano questi pochi dati per smentire e smascherare i fumosi discorsi sulla partecipazione, la democrazia, il coinvolgimento dei cittadini. Chiediamo – ne abbiamo il diritto – che sia resa pubblica la documentazione del diniego da parte della Regione del finanziamento di una casa dell’acqua, come l’Amministrazione vorrebbe farci credere.

Risale al 2010 la proposta del Comitato di dotare (con un impegno economico limitato) la città di Bosa di fontane con acqua declorata, utilizzando la condotta Lungotemo e proveniente da Luzanas, che serve l’ospedale  e poche altre utenze. Ma forse l’Amministrazione ha optato, senza peraltro informare i cittadini, per una costosa casa dell’acqua; ed ora ci dice che la Regione non finanzia il progetto. 

Sarebbe a dir poco singolare se fossero sfuggiti i bilanci positivi (ma possiamo per chi lo voglia fornire la documentazione pubblicamente apparsa sulla stampa) che i sempre più numerosi amministratori – e non del Continente, ma dell’Isola – stanno registrando da questa multipla azione virtuosa: ne beneficiano in termini economici e ambientali cittadini, amministrazioni e territorio. Il Comune di Marrubiu – apprendiamo da un articolo sulla Nuova (MARRUBIU – Acqua, successo dell’erogatore)a meno di un anno dalla installazione della casa dell’acqua, ha ammortizzato i 35mila euro di spesa iniziale, risparmiando sullo smaltimento delle bottiglie di plastica, ridotto del 64% (e quindi meno petrolio, meno anidride carbonica in atmosfera…).

Rinnoviamo la richiesta (e lanciamo pure una proposta): rinunciando alla casetta, i costi si ridurrebbero e comunque la sola certezza di recuperarli a breve termine potrebbe incoraggiare l’amministrazione a concepire e mettere in atto semplici, intelligenti iniziative, perché no, inventandosele, come i “matrimoni speciali” nel Castello Malaspina suggeriti dal lungimirante Sindaco Finiguerra di Cassinetta di Lugagnano, per trarre risorse economiche dal territorio valorizzando il territorio stesso, ma secondo quel criterio di sostenibilità che anima lo stesso progetto delle fontanelle pubbliche. Perché l’Amministrazione non si fa aiutare dai giovani? sono pieni di idee.

Chiediamo di avviare azioni concrete affinché Bosa, che ha il pregio di essere tra i Comuni più belli d’Italia, possa anche vantare il riconoscimento di Comune virtuoso, proprio con gli stessi parametri di politica ambientale praticati dai Comuni appartenenti all’associazione Comuni Virtuosi (http://www.comunivirtuosi.org/). E magari puntare persino a vincere il concorso annuale del Comune a 5 STELLE.

Da piccole azioni nascono grandi cose.

Comitato Acquabenecomune Planargia-Montiferro

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