Fenomenologia dell’arroganza

colonia di golfisti migratori

colonia di golfisti migratori

Gli sviluppatori – Testardi, motivati, determinati; straordinariamente capaci di resistere alle avversità: “non mollare” è il loro motto; e se c’è una cosa che non sopportano, è chi non rispetta la parola data. Così si descrivono i manager di Condotte: gloriosa società di costruzioni, dal 2002 controllatadalla Holding Ferfina, della famiglia Bruno/Astaldi. Isabella Bruno Tolomei Frigerio, figlia del capostipite del gruppo, nonché discendente della nobildonna senese Pia de’ Tolomei, ne è la presidentessa. Il suo consorte, Duccio Astaldi – altra famiglia pezzo da novanta nelle costruzioni di infrastrutture -, è al timone, invece, di Condotte.

 Nel suo ultracentenario percorso, il gruppo vanta la realizzazione di opere anche in Sardegna:dalle bonifiche di memoria fascista, sotto la volontà e la guida forte e saggia di Benito Mussolini1, alle dighe, reti di distribuzione irrigua, linee ferroviarie, strade statali, ponti, stabilimenti sorti un po’ su tutta l’Isola nel corso del tempo. Il progetto turistico-alberghiero Bosa Colores sarebbe l’ultimo ambizioso sforzo che la Società, dal 2008, aspirerebbe a concretizzare.Certo, in questo difficile momento di crisi economica globale che stiamo vivendo, il settore delle costruzioni è in sofferenza;avrebbe bisogno di un rinnovato slancio, mentre è ingessatoinvece, da troppe regole e pastoie che la politica, poco lungimirante, a proposito di promesse non mantenute,tardaa rimuovere. Ma con i suoi modelli di business fuori dal coro, Condotte affronta con serenità e fiducia le sfide del futuro. Merito anche della filosofia che la sostiene.

 

A spiegarcelo meglio è Giuseppe Vadalà, amministratore delegato della società: colui che sa2.Vadalà con la sua squadra affiatata,si sente come su un’imbarcazione di esploratori che si avventurano verso rotte non ancora battute3, alla ricerca di terre di rara bellezza ma ancora prive di una propria caratterizzazione (ancora “miracolosamente” rimaste intatte?)per attualizzarne le potenzialità, le vocazioni inespresse; a volte infondendo un nuovo spirito, se quello manifesto appare insignificante.Ovvio che non è da tutti coglierlo. Ma gli esploratori, lo sappiamo, animati da una grande passione, sono un po’ anche dei visionari. Approdati sulla costa nord-ovest di Bosa, Il loro sguardo trascende il tangibile paesaggio, per reinterpretarlo alla luce dei loro modelli ideali: una cementificazione bellaed elegante, che, morbidamente – e prodigiosamente – si adagia, senza alterarlo, sull’incontaminatoterritorio, dandocorpo a resort esclusivi,ville spettacolari, centri benessere, spa e l’imprescindibile, seducente grande attrattore, campo da golf. La costa del grifone sarebbeunameta perfetta per la colonia, in crescita costante,del “golfista migratore”, che nei mesi freddi sverna dal Nord Europa verso il mare cristallino e il sole del Sud.L’avvoltoio grifone autoctono si adatterà all’habitat mutatodalle nuove regole del mercato immobiliare. E se così non fosse, è l’inesorabile legge della selezione (in)naturale:le specie si evolvono, è ilfuturo che avanza. Ma per favore, non chiamiamoli speculatori. Piuttostopreferisconodefinirsi sviluppatori immobiliari, che, se li lasciamo fare, garantiscono concrete e immediatericadute positive per comunità locali che, detto tra noi, di soluzioni all’avanguardia, comequelle che Condotte,con il suo fior fiore di consulenti, ricerche sul mercato,valutazioni mette sul piatto,non ne hanno mai nemmeno sognate. L’alternativa?Restar fermi per altrivent’anni, se non regredire di cent’anni o più, sprofondare nella miseria4

Così parlò Vadalà

campi da golf in Sardegna

campi da golf in Sardegna

I monopolisti – A Bosa di volumetrie Condotte ne ha comprate parecchie: 340 ettari e diritti per 240mila metri cubi. Volumetrie pagate profumatamente: “Le abbiamo tutte noiSiamo monopolisti su Bosa5. L’amministratore di Condotte è chiaramente irritato per la battaglia, anche mediatica,che comitati, cittadiniassociazionistanno portando avanticontro questa cosiddetta  Nuova proposta di valorizzazione6che trasferirebbe con disinvoltura cubature da Campu ‘e Mare verso le zone più prestigiose di Sa Sea eTentizzosSa Miniera, sfidando vincoli ambientali e  paesaggistici. Loro, che al raccontare dicono di preferireil fare,sempre con poco rumoreIn verità amano raccontarsi, eccome; per esempio quando pubblicizzano spregiudicatamente questa ampiainiziativa immobiliare come già in costruzione, dacompletare addiritturaentro il 20147, mentre si tratta ancora solo di una ipotesi e per giuntaimpraticabile stando alla legislazione vigente.

 

Ma come tutti i pionieri, l’affiatato drappello è spesso guardato con scetticismo e ostilità. Qui a Bosa si sentono dei marziani. Non comprendono perchéc’è chi si ostinaa rifiutare che un angolo di paradiso protetto, integro, patrimonio naturale unico, irriproducibile, candidato all’Unesco, venga modificato(nel rispetto dell’esistente?)da questo rivoluzionario simbolo turistico. Eppure sono tanti gli Amministratori dell’Isola che ne hanno recepito, sulla scia della giunta Cappellacci, le eccezionali opportunità. Certo, sarebbe interessante interpellare le “moderne” comunità che hanno scommesso su mazze, palline e cemento, per verificarequanti dei milioni di euro calcolati stiano affluendo e contribuendoalla loro rinascita. Ma i sospettosi che avanzano simili interrogativi, mancano di intraprendenza e fanno demagogia, populismo, dietrologiacosì per lo meno pare la pensi il nostro Primo Cittadinoal quale però verrebbe da chiedere se consideraalla stessa stregua i tanti gestori delle piccole  strutture alberghiere familiari,preoccupati dal trattamento che Vadalà riserva loro per farfronte alle attuali richieste di mercato: cancellarlea favore di strutture ricettive più efficienti8, come quelle che Condotte va realizzando. Un rimedio radicale, non c’è che dire, che tradisce impudenti inclinazioni decisioniste e para-autoritarie,cui l’amministratore ognitanto si lascia andare; come quando vagheggia una Giunta più forte, che non si faccia  influenzare dalle opinioni diquattro scalmanati, o quando ricorda che il potere è del Sindaco9. Forse occorrerebbe rammentare che Podestà e Gran Consigli appartengono al  passato; che da un po’ di tempo sono i cittadini con il proprio voto a conferire potere al Sindaco; ed è con essi che i Sindaci hanno il dovere di confrontarsi – sempre che abbiano acuore la democrazia -, per individuare insieme gli interessi (non solo in termini economici) della propria città. Condotte no, non è obbligata a negoziare. Hanno investito qui a Bosa perchéc’era una cubatura garantita; ed ora hanno necessità di costruire, con o senza ilfavore della popolazione. Nel frattempo confidano nelle amministrative di maggio, con l’auspicio che si insedi una Giunta più energica e audace.

E bravo Vadalà

Il saccheggio – I nuovi concept che l’amministratore Vadalà esprime per conto di Condotte, non sono poi così innovativi. Riflettono il modello economico neoliberista del nostro tempo, che detta le regole considerate universali di un mercato sempre più competitivo e globalizzato. I grandi gruppi imprenditoriali e finanziari ne sono i più decisi propugnatori; ed il mondo della politica, emancipatosi dalle antiquate categorie di destra, centro, sinistra, ne è, sostanzialmente, il fedele alleato-servitore: sarà per gli interessi che si intrecciano (conflitto?), o per il prevalere dell’economia sulla politica, o entrambi… Il modello fornisce ovviamente anche gli schemi del pensare, perché ci sia consenso e fedeltà da parte dei cittadini. E così l’ideologia dominante continua aripeterci che questa è la migliore delle strade percorribili; la sola che possa guidarciverso la terra promessa della crescita, del lavoro, della stabilità. Ma ciclicamente questosistema entra in crisi, impigliato nei suoi stessi ingranaggi; e reclama azioni concrete perrimetterne in moto i profitti, che puntualmente arrivano: il 2014 sarà un anno di svolta, ha promesso il premier Letta; l’anno delle privatizzazioni e liberalizzazioni. Aggiungiamo anche deregolamentazioni e senza stupore ci ritroviamo al cospetto dei dogmi evocati dai potentati che controllano società e governo. Ma è giusto precisare che quello di Letta è solo il completamento del processo iniziato nella scorsa legislatura dai tecnici. Oggi come allora, con dedizione si mette a punto la road map – Destinazione Italia dellerestrizioni da rimuovere, beni pubblici da dismettere, pezzi di territorio da svendere. Tutto ciò in piena sinergia con gli enti locali. Che questo sistema, sacrifichi l’interesse pubblico al privato, non è una novità.

accaparramento di terre

accaparramento di terre

 

Grande attenzioneè riservata, come sempre, alla terra, fonte di risorse da  sfruttare, anche a costo di impoverirla, insieme alle popolazioni che ci vivono. Oggi si chiama Grabbing, accaparramento; fenomeno dilagante anche nel nostro Paese. Ogni Regione ha infinite storie da raccontare, che infelicemente si somigliano. Storie di speculazione edilizia, di grandi opere insensate, di appalti poco chiari, di concessioni a prezzi stracciati accordate a imprenditori che promettono impulso all’economia della zona, magari all’insegna del green, modello di business in forte  espansione: dalla produzione di energia pulita e rinnovabile passando per l’edilizia ecologicamente corretta. Senza alcun riguardo nei confronti delle comunità localicattivo esempio di democrazia –, proliferano centrali eoliche, a biomassa, serre  fotovoltaiche, geotermia, piantagioni di agrocarburanti, parchi immobili (che curiosa espressione). Basta guardarsi intorno per capire che il territorio ne trae ben pochi  vantaggi: un po’ di lavoro precario e poco qualificato, ma in compenso tanto consumo e sottrazione di suolo all’agricoltura, al pascolo, alla fruibilità nella dimensione del bene comune.

Meno regole è anche la ricetta di Cappellacci, che si sta prodigando per modificare il  piano paesaggistico regionale, per renderlo – ipse dixit – coerente con le esigenze di una efficace tutela e di un necessario sviluppo socio economico della nostra Isola. Che cosa voglia dire, ce lo chiarisce il Presidente stesso: se oggi si vuole fare un intervento di rilevanza strategica è necessario levare alcuni vincoli10. Dunque sclassifichiamo, perché altre zone finora protette possano aprirsi alla cementificazione; compresa quella  a firma Condotte Immobiliare. Intanto la revisione degli usi civici è già passata, con il  consenso trasversale di tutte le forze politiche. Troppo farraginosa, quella precedente: questa la motivazione. Dunque sdemanializziamo aree pubbliche per una loro diversa utilizzazione (a beneficio delle speculazioni) rispetto a quella originaria(a beneficio delle comunità)11. In verità a demolire il Piano paesaggistico, Cappellacci ci aveva pensato già nel 2011, con le Provvidenze per lo sviluppo del turismo golfistico12, concedendo deroghe per costruire ville e alberghi connessi alla realizzazione dei campi da golf. Il Presidente si propone di portare a compimento il suo programma entro la fine della legislatura. Probabile che ci riesca. Meno credibile è che si compia quanto vaticinato a inizio mandato: che la Sardegna tornerà a sorridere

1 Volume celebrativo dei 130 anni dell’azienda Condotte: http://www.condotte.com/societa/volume_flash.php

2 Espressione usata dal presidente del Consiglio comunale di Bosa in occasione della riunione del 22/07/2013 con all’o.d.g. la discussione della bozza del protocollo d’intenti tra Condotte e l’Amministrazione.

3 Giuseppe Vadalà, un sogno iniziato a sei anni: http://www.condotteimmobiliare.it/immagini_sito/press/2011/numeri1.pdf

6 Per chi non abbia partecipato al Consiglio Comunale di Bosa del 22/07/2013 in cui si è discusso della bozza del protocollo d’intenti tra Condotte e l’Amministrazione, tutti gli interventi sono stati caricati su youtube: Consiglio Comunale Bosa 22/07/2013. In particolare, segnaliamo l’intervento dell’amministratore Vadalà:

http://www.youtube.com/watch?v=SS4WQvuajB0http://www.youtube.com/watch?v=B44YNqgsw1o

7 Condotte Immobiliare; archivio notizie, 14-11-2008 http://www.condotteimmobiliare.it/it/news/dettaglioNews.aspx?idNews=25

9 I resort nel paradiso dei grifoni: L’Unione sarda, 3 agosto 2013

http://www.regione.sardegna.it/j/v/491?s=236230&v=2&c=27&t=1

11 La sentenza Cons. Stato, sez. VI, 28 giugno 2013, n. 3528 ha ribadito che “esiste una oggettiva incompatibilità tra l’impiego esclusivo dell’area occupata da manufatti e l’esistenza di determinati usi civici sull’area stessa”. Il vincolo di uso civico“costituisce un diritto reale di natura civica volto ad assicurare una utilità alla collettività ed ai suoi componenti”.

Non possiamo non accogliere con soddisfazione l’indagine avviata dalla Magistratura sulle modalità scelte dalla giunta Cappellacci per la predisposizione delle modifiche al PPR:

http://lanuovasardegna.gelocal.it/sassari/cronaca/2013/09/14/news/task-force-per-la-revisione-del-ppr-indaga-la-procura-1.7737505

12 Legge Regionale 21 settembre 2011, n. 19 http://www.regione.sardegna.it/j/v/1270?s=176708&v=2&c=&t=1&anno

Link immagini:

Golfista migratore:

Campi da golf in Sardegna: http://www.golfsardegna.it/pagine/golf_club.htm

Land Grabbing:  http://www.greeniacs.com/

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