il paese dei balocchi?

Comuni virtuosi: dire, fare, cambiare. BIS 

Cassinetta di Lugagnano IL PAESE DEI BALOCCHI?

Cassinetta di Lugagnano

Cassinetta di Lugagnano

Dov’è il paese in cui l’amministrazione in procinto di elaborare il nuovo Piano Regolatore (poi approvato nel febbraio 2007) si concede di chiedere persino ai bambini di disegnare da una parte “come volete Cassinetta? e dall’altra parte: “come non volete Cassinetta?” Proprio così: a Cassinetta di Lugagnano, un piccolo-grande Comune alle porte di Milano, all’interno del Parco del Ticino e del Parco Agricolo Sud Milano, l’amministrazione del sindaco Domenico Finiguerra, si è tenuta ben in mente che gli abitanti del territorio per i prossimi tot. anni sarebbero stati soprattutto quelli che allora erano i bambini; si è tenuta ben in mente che il territorio è “un bene prezioso da noi gestito temporaneamente, che va curato a favore delle prossime generazioni affinché possano goderne i frutti” (*)

 

Abbiamo fortunatamente incontrato in questi giorni al teatro comunale di Bosa Domenico Finiguerra, figlio di operai immigrati dalla Basilicata, nato nel 1971,  “specialissimo”  ex  sindaco  di Cassinetta di Lugagnano e l’assessore all’ambiente  di Sardara Andrea Caddeo: due Comuni virtuosi, attivi nell’associazione nazionale con iniziative concrete che qualificano in modo sostenibile il territorio che amministrano,  comuni che “si sono riappropriati della politica inventandosi nuovi metodi d’intervento, presidiando i beni comuni e la democrazia, presidiando anche i fiordalisi” (*) (come le imprenditrici agricole di: www.donneincampo.it  )

Un incontro veramente confortante e promettente con due amministratori pubblici, due politici, che finalmente raccontano quello che hanno già fatto insieme ai loro concittadini, quali sono le buone pratiche che hanno già dato risultati concreti, testimoniando che è possibile passare dalla teoria alla pratica modificando il quotidiano.

Ecco solo alcuni esempi da Cassinetta:

– Un piano regolatore che salvaguarda, come previsto dal programma, uno dei beni comuni che possono essere sottoposti a tutela  delle amministrazioni comunali: la terra. Nelle aree agricole a sud della provincia di Milano, spesso si posano gli occhi dei grandi imprenditori immobiliari e degli speculatori e nelle zone di maggior pregio, l’attenzione è ancora più grande. E’ infatti certamente più attraente un insediamento residenziale nei pressi di una riserva naturale, magari tutelata dall’Unesco, rispetto a una villetta a schiera nella periferia già urbanizzata di Milano:

Cassinetta di Lugagnano

Cassinetta di Lugagnano

La spinta al consumo di territorio è venduta all’opinione pubblica come una necessità dell’economia, che avrà certamente ricadute positive sul benessere dei cittadini. Quindi, visto il tasso di cementificazione che abbiamo vissuto in Italia, dovremmo essere una delle locomotive economiche d’Europa e uno dei paesi con la qualità della vita più alta. E invece non è così. Perché? (…) La destinazione d’uso dei terreni non viene stabilita a partire dai bisogni della comunità che vive su quella stessa terra, bensì da un processo decisionale orientato dalla forza contrattuale di chi detiene la proprietà…”(*)

Quindi: stop al consumo di territorio, non stop all’edilizia. Si è fermata l’espansione sulle aree vergini e agricole puntando tutto sul recupero del patrimonio degli edifici esistenti, piazza, imbarcadero, la villa patrizia che ospita il municipio e un grande lavoro di coinvolgimento della cittadinanza per prospettare i vantaggi e la lungimiranza di questo programma.

– La fantasia al potere!… Sono diminuite le entrate per via della diminuzione degli oneri di urbanizzazione? Che fare? Si inventano “le nozze per la terra”: questo il testo pubblicitario dell’iniziativa:

Santa Maria de Is Acquas

Santa Maria de Is Acquas

“volete scambiarvi gli anelli su una barca, durante una crociera sul Naviglio Grande, poi salutare amici e parenti nel giardino di una villa all’ombra di platani secolari accompagnati da un violino? Nessun problema, sindaco, assessori e consiglieri comunali di Cassinetta di Lugagnano si mettono a vostra disposizione: E se vi siamo antipatici, oppure se volete assolutamente che a sposarvi sia quel caro amico con cui avete condiviso l’adolescenza… la mia fascia tricolore è a disposizione. Sposatevi a Cassinetta di Lugagnano: Grazie!“(*)

(http://www.comune.cassinettadilugagnano.mi.it/manifestazioni/manifestazioni_action.php?ACTION=scheda_turismo&cod_turismo=48)

Le risposte arrivano, i matrimoni a Cassinetta triplicano e diventano una fonte di sostegno per il comune al posto degli oneri di urbanizzazione.

(mumble mumble: agli abitanti di Bosa non suggerisce niente? fiume, castello, barca….)

– Raccolta differenziata al 70%

iniziative culturali a costo zero per l’amministrazione perché autogestite dai cittadini

– aperte le porte ai comitati e ai cittadini spingendo alla partecipazione: decine di assemblee organizzate, convocate per ogni decisione importante, autorganizzazione per iniziative culturali

– serate di scuola politica con prestigiosi relatori

… e i risultati cominciano a vedersi:

– nel 2008 Cassinetta vince il premio 5 stelle dell’Associazione  Comuni Virtuosi per la “gestione del territorio”

– nel 2009 il consiglio comunale dichiara in una delibera “l’acqua come bene comune diritto inviolabile universale, inalienabile e indivisibile dell’uomo (…) e il servizio idrico integrato un servizio pubblico locale privo di rilevanza economica in quanto servizio pubblico essenziale per garantire l’accesso all’acqua a tutti e pari dignità umana per tutti i cittadini” (*)

I contatti si moltiplicano, si intensificano le collaborazioni con altri Comuni e associazioni nazionali e internazionali di Comuni impegnati in politiche di salvaguardia della terra (carta di Teano, Comuni giapponesi contro il nucleare, RECOSOL rete dei Comuni solidali,)

Altri Comuni seguono l’esempio (del resto basterebbe ricordare l’abbattimento dell’ecomostro di Tricase, nel Salento: una scatola di cemento costruita abusivamente in un sito sottoposto a vincolo ambientale…. ops!)

Domenico Finiguerra, il sindaco insperabile, che “costruisce il futuro dei suoi cittadini smettendo di costruire la città” (*) racconta con molta concisione e calma quello che man mano hanno fatto nel suo Comune  e dichiara:

Cassinetta di Lugagnano

Cassinetta di Lugagnano

la terra ci serve. per vivere (…) se mangiamo e siamo vivi, lo dobbiamo in ultima istanza, alla terra. A meno che non si creda che il cibo riposto sugli ordinati scaffali dei supermercati sia arrivato con un’astronave da un altro pianeta ” (…). Per sostenere noi italiani, col nostro stile di vita, le nostre abitudini, le nostre passioni e i nostri vizi, ci servirebbero almeno altre tre Italie (2008 Living Planet Report WWF). Ciò significa che stiamo come stiamo e viviamo come viviamo perché qualcuno mette a nostra disposizione (volente o nolente) ciò che a noi comincia a scarseggiare: la terra (*)

Lo slogan: PENSARE IN GRANDE, AGIRE IN PICCOLO si diffonde  e viene raccolto anche dagli amministratori di SARDARA, comune di 4.217 abitanti della provincia del Medio Campidano. È un importante centro agricolo e termale e aderisce a buon titolo all’Associazione Comuni Virtuosi. L’assessore Caddeo ci racconta in teatro l’impegno della amministrazione nel promuovere concretamente la salvaguardia del suo paesaggio e della bellezza. Ecco gli esempi concreti e recenti delle azioni già fatte (nel sito del Comune l’aggiornamento è costante e circostanziato e molto propositivo

ACQUA:

* noi ce la beviamo: Convegno per i grandi e  Laboratorio ludico e didattico per i bambini

* a come acqua dieci buone regole

* progetto europeo S.PLA.S.H

* acqua per tutti, tutti per l’acqua, nei locali delle Terme

* valorizzazione dell’acqua di rete attraverso l’attivazione di fontane nelle principali piazze e installazione di distributori di acqua di rete nei luoghi pubblici (Comune, scuole, ecc.)

– RIFIUTI

ci spiega molto chiaramente e senza mezzi termini l’inganno perpetrato a danno dei cittadini con la doppia politica sarda:  sostegno  a parole della raccolta differenziata presso i cittadini e l’antitetico orientamento del Piano Regionale Rifiuti, per il quale la premialità ai Comuni (quella che consentirebbe anche di abbassare le tariffe) viene garantita solo se si supera il 65% di conferimento all’inceneritore….!!!!! Che è come dire: se faccio il compost, se riciclo le materie seconde come materie prime e ne faccio una risorsa, l’inceneritore non ha più da divorare, e quindi il Comune viene penalizzato!

Il paradigma dell’attuale contratto tra i Comuni e l’azienda di smaltimento all’inceneritore penalizza i Comuni e i cittadini. Per converso, nei paesi civili dell’Europa, la premialità è inversamente proporzionale a quanto si conferisce all’inceneritore, quindi i Comuni incassano proporzionalmente circa tre volte quello che incassano i Comuni sardi.

Ohinoi! e parliamo solo di soldi, per non parlare nemmeno dei danni alla salute degli inceneritori…

Proprio oggi, 11 ottobre, ci conferma in un’intervista l’assessore Caddeo, si è svolto il programmato incontro tra ANCI (associazione dei Comuni) e CONAI (Consorzio Nazionale Imballaggi), per

ridefinire i termini degli accordi con il CONAI, il consorzio che rappresenta tutti i consorzi di filiera degli imballaggi. Questo accordo, se profondamente rivisto, potrebbe portare significative risorse ai Comuni per finanziare i servizi di raccolta dei rifiuti. La questione si può riassumere, sinteticamente, in questo modo: gli imballaggi costituiscono il 35-40% in peso e il 55-60% in volume della spazzatura che si produce ogni anno in Italia. Per ogni imballaggio prodotto e immesso nel mercato, il produttore versa ai consorzi un contributo che dovrebbe essere trasferito ai Comuni quando l’imballaggio, passando per la raccolta differenziata, viene riconsegnato ai consorzi. Ma delle centinaia di milioni di euro all’anno che vengono incassati dal Sistema Conai, solo poco più di un terzo viene girato ai Comuni e queste risorse spesso non entrano neppure nelle casse comunali poiché vengono in gran parte utilizzate per pagare le piattaforme private che si occupano delle preselezione di tali flussi.

(http://www.sardarambiente.it/2013/10/per-unauspicabile-revisione-dellaccordo-anci-conai/)

Conferma Caddeo che è prossima la pubblicazione sul sito del Comune del relativo comunicato stampa

ACQUA del leonardesco Naviglio Grande a Cassinetta, ACQUA delle terme a Sardara: acque che caratterizzano in modo specialissimo l’ambiente e le risorse. Che l’acqua possa essere un buon veicolo ispiratore per le amministrazioni virtuose?

I have a dream:  e se anche Bosa col mare e il Temo entrasse  in questo  virtuoso  e acquatico circolo?

L’acqua è una sola… forse potrebbe arrivarci qualche molecola feconda!

I have another dream: e se  Bosa  dicesse stop  al consumo  di suolo agricolo e riflettesse che questa terra è una miniera rinnovabile di produzione di cibo buono anche per chi non ha + il suolo per produrselo?

Così, solo per non dimenticarcelo,

 1 kg di pane = 29,7 mq

1Kg di carne bovina = 300 mq

1 kg vegetali = 7mq

1 uovo = 2,53 mq

1 bicchiere di latte = 4 mq

l’impronta ecologica si misura in metri quadri (*)

(*) da Chiara Sasso con contributi di Domenico Finiguerra, Il  suolo è dei nostri figli, Instar libri, euro 9

capite dalla quantità di citazioni che consigliamo molto caldamente di leggerlo

 

Paola Balderacchi per InBosa

3 pensieri su “il paese dei balocchi?

  1. Maurilio

    Il Comune virtuoso è costituito sopratutto da cittadini virtuosi, non solo da amministrazioni (e opposizioni) virtuose. C’è la faremo?
    I campi da coltivare a Bosa non mancano, ma con il PPR è vietato realizzare qualsiasi struttura possa essere utilizzata da chi vuole far mettere a frutto la propria terra. Nessun ricovero attrezzi, nessuna cantina, nessuna casetta dove potersi rifugiate in caso di pioggia. Come si fa a coltivare il proprio orticello in queste condizioni? I terreni più belli, più ordinati e puliti sono quelli dove è presente una costruzione, dove è possibile invitare gli amici ed i parenti per fare ammirare la nostra campagna. Senza casetta non si coltiva, è un dato di fatto, e spesso non si pulisce il terreno dalle erbacce favorendo il propagarsi degli incendi.

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    1. paola balderacchi

      sono paola, quella che ha scritto l’articolo, signor maurilio.
      io vivo in campagna a magomadas e lavoro con la terra: ulivi, orto, vigna. negli ultimi dieci anni ho avuto diverse traversie burocratiche , decisamente troppe, (e non sono l’unica) per ristrutturare gli edifici esistenti nella nostra azienda agricola. Abbiamo avuto a che fare con molta irresponsabilità e faciloneria degli uffici pubblici e dei tecnici incaricati. Ma non mi risulta affatto che : ” con il PPR è vietato realizzare qualsiasi struttura possa essere utilizzata da chi vuole mettere a frutto la propria terra” come lei scrive.
      Le chiedo per cortesia di indicare pubblicamente , testualmente e precisamente la legge attualmente vigente a cui lei si riferisce , in modo che si capisca su cosa si fonda la sua affermazione.
      La ringrazio anche per chi non ha a che fare normalmente con le leggi e può così sgomberare il campo da convinzioni pregiudiziali, e allusioni imprecise.
      alla prossima

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  2. Angelo Pisanu

    Caro Maurilio, ognuno può avere il concetto che vuole di virtù, ma per far parte dell’Associazione Comuni Virtuosi ci sono specifiche politiche che devono essere fatte dalle Amministrazioni Comunali. Non è che uno se la gira come vuole. Anch’io ho il mio concetto ci comune, ed anche cittadino, virtuoso. Ed anche professore di scuola, politico, chiunque in qualunque posizione, anche un ingegnere, per esempio. Per me virtuoso significa trovare soluzioni, non alibi. Non prendersela sempre contro le leggi, ma capirle, e fare proposte per migliorarle, ma anzitutto capirle e spiegarle. Detto questo, il PPR ha delle rigidità, sicuro, anche secondo me, ma diciamoci la verità: tu conosci qualcuno che si metterebbe a costruire in un ettaro di terreno solo per fare un capanno attrezzi? Beh! ora sembra che lo si possa fare, staremo a vedere! Anzi prima di tutto vediamo una cosa: tu cos’hai capito, si può fare? a quali condizioni? E una villetta, si può fare? saluti Angelo (P.S.: chiunque può dare un contributo alla conoscenza)

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