airgun

L’airgun e i danni alla pesca

 

Dal blog di Maria Rita D’Orsogna: No all’Italia petrolizzata

Norvegia: arriva l’airgun e la pesca di merluzzi diminuisce del 70%

Di esempi ce ne sono tanti, studiati e vissuti dal 1993 ad oggi. Siamo nella civilissima Norvegia, nel Barents Sea, dove per secoli i pescatori hanno tirato su merluzzi ed eglefini. Arriva l’airgun, e voila’: i merluzzi scompaiono, spaventati dal suono insopportabile. In uno studio del 1996, si e’ quantificato il raggio di effetti negativi in circa 70 chilometri, cioe’ in un area di quasi 5000 chilometri quadrati. L’area con maggior perdita della pesca e’ stata stimata in circa 18 miglia nautiche dalla sorgente, circa 32 chilometri. Fanno 900 chilometri quadrati di effetti gravi.

La scomparsa della pesca e’ durata per dieci giorni dall’inizio degli spari fino alla fine dell’ “esperimento”. Cioe’ il giorno in cui hanno smesso di monitorare i merluzzi non erano ancora tornati nelle loro sedi abitudinali. Non si sa ne se sono tornati, ne se sono tornati, dopo quanto tempo. Idem per uno studio simile del 1993, dove si dice che il calo della pesca e’ dovuto “senza ombra di dubbio” agli spari dell’airgun. In entrambi gli studi hanno trovato calo di merluzzi ed eglefini in aree vaste, fino a 5,000 chilometri quadrati, con punte anche di perdita di pesca anche dell’80%, e specie per pesci piu’ grandi.

Questo non lo dice la D’Orsogna, lo dicono i due articoli citati in alto:

“Effects of seismic shooting on local abundance and catch rates of cod (Gadus morhua) and haddock (Melanogrammus aeglefinus)” scritto da A Engås, S Løkkeborg, E Ona, A V Soldal e pubblicato
sul Canadian Journal of Fisheries and Aquatic Sciences nel 1996.

“The influence of seismic exploration with airguns on cod (Gadus morhua) behavior and catch rates” scritto da S. Løkkeborg, e da A. V. Soldal e pubblicato sul ICES Marine Scientific Symposium nel 1993.

L’ICES e’ l’International Council for the Exploration of the Sea, un organismo internazionale che ha sede in Danimarca e che appunto si occupa di questioni collegate alla vita marina.

Nel 2006 e 2007 la cattura di merluzzi attorno alle isole Lofoten e’ stata di circa 800 tonnellate. Nel 2008 arriva l’airgun a grande scala, circa 21 ditte a fare ispezioni sismiche, e voila’ — si e’ passati ad 83 tonnellate. Ci sono state proteste dei pescatori che hanno chiesto anche risarcimenti all’industria del petrolio e del gas che e’, a loro dire, responsabile di tutto. Non so se li hanno ricevuti. Fatto sta che la pesca e’ crollata qui del 90%, secondo questi dati.

Una delle ultime storie di airgun norvegese risale al 2014.

Uno degli enti petroliferi di Norvegia, Northern Petroleum Direcorate (NPD) manda la sua nave-spara airgun in Artico. La nave si chiama Artemis Atlantic. L’idea e’ di fare ispezioni sismiche di circa 7000 chilometri, in un area contesa con la Russia. Nessuno sa bene infatti a chi appartengano quali acque del polo nord. La Northern Petroleum Directorate manda allora la sua nave — come dire, chi arriva prima vince.

Greenpeace scopre che in realta’ non solo l’area e’ contesa ma che il governo norvese ha vietato ispezioni sismiche in zone contese, e vicino a dove sorgono imponenti ghiacciai. Proprio il caso dell’area dove l’NPD e andata a fare airgun.

E cosi, colti con le mani nella marmellata, l’NPD non completa le sue operazioni e se ne torna a casa con “solo” 5600 chilometri di ispezioni sismiche e sopratutto senza avere toccato l’area piu’ promettente da un punto di vista petrolifero, quella piu’ a nord.

Oltre all’NPD, anche la Rosneft di Russia, la Statoil, anche questa norvegese, e la ExxonMobil vogliono trivellare in zona.

Greenpeace Norway intervista allora Pal Heremo della Statoil, la ditta nazionale norvegese, che dice “Science is not always precise but in 40 years Statoil has been operating seismic surveys, studies carried out by independent scientists have not recorded any damage to marine mammals”.

Cioe’ il tuttapposto norvegese!

Risponde invece Lindy Weilgart, biologa marina, che ricorda che che quando i petrolieri dicono che e’ tuttapposto, e’ quasi sempre falso e che riescono a dire sempre che e’ tuttapposto perche’ spesso gli effetti dell’airgun non si studiano in dovere – e a quelli interessano le trivelle, mica le balene? — ma che se anche li studiassero e’ difficile, ad esempio, fare la conta degli animali morti o feriti, in quando spesso le carcasse non vengono trovate, o semplicemente altri animali finiscono con il mangiarle.

“Seismic surveys have been strongly tied to fatal whale, dolphin and giant squid strandings and deaths at sea. Of course, if you don’t look, you won’t see. Oil and gas companies do not undertake thorough surveys for whale and dolphin carcasses. Even if they did, only about 3% of dolphin carcasses are ever detected, as they sink or are eaten by predators.”

Trivelle Norwegian style – e se non e’ tuttapposto in Norvegia, figuriamoci in Italia come sara’!!!

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