pericolo-amianto-acqua

Osservazioni al Piano Regionale Sardegna per l’Amianto

Il 5 febbario 2015 è stato depositato il Piano Regionale per l’amianto dall’ Assessorato Regionale della Difesa dell’Ambiente.

http://www.sardegnaambiente.it/index.php?xsl=612&s=273066&v=2&c=4807&idsito=18

A questo link è possibile consultare quindi il Piano:
http://www.sardegnaambiente.it/documenti/18_183_20150203122401.pdf

mentre a questo è possibile leggere una versione semplificata (non tecnica) del piano

http://www.sardegnaambiente.it/documenti/18_183_20150203122543.pdf

Il Comitato Acqua Bene Comune per la Planargia e il Montiferro congiuntamente al Gruppo InBosa ha inviato delle osservazione al Piano varato dalla Regione Sardegna, rivolte a porre il problema delle condotte in cemento-amianto del servizio idrico e a chiedere maggiore trasparenza sul’utilizzo effettivo dei fondi erogati. Inoltre abbiamo insistito sulla necessità di un maggior coinvolgimento della popolazione in un processo di partecipazione larga ed effettiva.

Di seguito il documento inviato tramite PEC:

PIANO REGIONALE DI GESTIONE DEI RIFIUTI

Piano regionale di protezione, decontaminazione, smaltimento e bonifica dell’ambiente ai fini della difesa dai pericoli derivanti dall’amianto

RELAZIONE DI PIANO

Adottato con Deliberazione della Giunta Regionale n. 53/15 del 29 dicembre 2014

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OSSERVAZIONI

da parte di:

– INB (Comitato di Informazione Indipendente per Bosa e Dintorni)

http://inbosa.it/ https://www.facebook.com/inbosaedintorni?fref=ts info.inbosa@gmail.com

– Comitato acquabenecomuneplanargia e montiferro

https://benicomuniplanargia.wordpress.com/

https://www.facebook.com/comitatoacquabenecomune.planargiamontiferro

benicomuniplanargia@tiscali.it

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PREMESSA

a) Nel Piano a pagina 163:

9.PROBLEMATICHE SANITARIE CONNESSE ALL’ESPOSIZIONE AD AMIANTO :

vengono riportate le patologie associate ad inalazione di fibre di amianto.

Si nota però che non viene presa in considerazione l’ingestione delle fibre attraverso l’acqua “potabile” della rete idrica.

b) Nel Piano a pagina 116 par. 7.2.2 si parla delle tecniche di rimozione delle coperture di cemento amianto, dell’asportazione del materiale evitandone la rottura, dell’esposizione di questi materiali ad agenti atmosferici e quindi erosioni, corrosioni con affioramento e liberazione delle fibre, si parla della necessità di limitare il più possibile la dispersione delle fibre ma non si considerano nella fattispecie gli episodi frequenti di deterioramento e rottura (talvolta a cielo aperto ) delle condotte idriche in cemento‐amianto, che incrementano la concentrazione di fibre di amianto nell’acqua.

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ANALISI DEI DIVERSI ASPETTI:

A) ESPOSIZIONE AMIANTO PER INGESTIONE

– Lo IARC (International Agency for Research on Cancer) ha reso disponibile un autorevole rapporto sull’amianto nel quale vengono presi in rassegna numerosi studi e ricerche internazionali portati avanti dal 1960 in poi. L’ingestione di amianto è considerata

esposizione primaria ” al pari dell’inalazione (capitolo 1.5, pagina 225)

Sono riportati esiti di monitoraggi eseguiti su popolazione e lavoratori esposti nonchè test eseguiti su cavie di laboratorio.

Il rapporto dello IARC conclude che “ Esistono prove sufficienti per la cancerogenicità di tutte le forme di amianto per l’uomo. Provoca il mesotelioma, il cancro del polmone, della laringe, e dell’ovaio.

Inoltre sono state osservate associazioni positive tra l’esposizione a tutte le forme di amianto e cancro della faringe, stomaco, colonretto.

Esistono prove sufficienti negli animali per la cancerogenicità di tutte le forme di amianto.Tutte le forme di amianto sono cancerogene per l’uomo .”

Quindi in base al rapporto IARC le fibre d’amianto presenti nell’acqua sono pericolose anche se ingerite.

rapporto IARC:

http://monographs.iarc.fr/ENG/Monographs/vol100C/mono100C-11.pdf

– La presenza di amianto in acqua sta diventando una preoccupazione per gran parte della popolazione. L’acqua è causa di ingestione di amianto e anche di inalazioni di fibre. L’acqua destinata al consumo umano è trasportata in Italia da tubi di cemento amianto da quasi un secolo. Si stima che l’estensione della rete idrica nazionale mediante condotte di cemento amianto potrebbe avere una lunghezza complessiva di circa 80.000 chilometri. La circolare del Ministero della Salute n. 42 1/8/86 (Gazzetta Ufficiale n. 157 del 1986/07/09) e DM 14/05/1996 indica, come fattore di rischio per l’erosione della superficie interna dei tubi, il livello di aggressività della acqua trasportata, che è inversamente proporzionale al pH, (alcalinità totale e durezza calcio).

La US Environmental Protection Agency ha raccomandato un limite di soglia di 7 milioni di fibre per litro sul numero di fibre nell’acqua potabile [US EPA, 2010]. L’acqua contaminata può aumentare le fibre aerodisperse. [Webber et al, 1988

– Il prof. Giancarlo Ugazio nella sua pubblicazione : ” La triade interattiva del mondo inquinato contro la salute”, Aracne editore, spiega come le fibrille d’asbesto sono dannose alla salute umana, sia se inalate, sia se ingerite :
“Molto importante è la constatazione che le fibrille del minerale possono entrare nell’organismo non solo attraverso l’apparato respiratorio (inalate), ma anche per via gastro-intestinale (ingerite con i cibi ), oppure attraverso le mucose di organi raggiunti dall’acqua potabile inquinata da asbesto quando fosse distribuita da reti idriche fatte da tubazioni di Eternit®, sia a seguito delle più comuni pratiche igieniche, sia da chi indossasse biancheria intima lavata con questo tipo di acqua potabile (Omura, 2006).

Sia le fibrille d’asbesto inalate sia quelle ingerite oltrepassano facilmente, soprattutto quelle di lunghezza inferiore a 10 μm, le barriere naturali dell’organismo, la mucosa delle prime vie aeree e quella dell’apparato gastroenterico, rispettivamente. In seguito, entrano nel circolo ematico e, in talune circostanze, in quello linfatico. Attraverso questi compartimenti, possono diffondersi e localizzarsi in tutti i tessuti dell’organismo. Infatti, dovunque il circolo capillare periferico fornisca ai tessuti l’ossigeno e gli altri metaboliti indispensabili per la vita, e li liberi dai cataboliti tossici (anidride carbonica e urea), dopo l’esposizione e l’assorbimento delle fibrille d’asbesto, può portar loro anche il minerale cancerogeno, dappertutto”.

– Riportiamo la trascrizione di estratti dalla videointervista

H2A.L’acquedotto in amianto” – (pubblicato il 16 ott 2013 riguardo all’acquedotto di Bologna):

https://www.youtube.com/watch?v=ZJbjOl0FwHc

1- Dall’intervista al dott.Luciano Mutti, oncologo:

…non a caso N.C.I. (National Cancer Institute), che è forse il maggior ente che studia a

livello mondiale il cancro, ha ritenuto di dover considerare l’asbesto un carcinogeno che

entra nel tessuto dei soggetti sia attraverso l’ingestione che attraverso l’inalazione, quindi il

principio di cautela nei confronti dell’asbesto ingerito è assolutamente doveroso.

(minuto 5:15 – 5:33)

…evidenze scientifiche riguardo ai tumori gastrointestinali: il mesotelioma peritoneale è

1/5 di tutti i mesoteliomi ed è correlato chiaramente all’esposizione ad asbesto.

Il fatto che ci sia asbesto nel tratto gastrointestinale e che c’è un eccesso di tumori

gastrointestinali legati all’esposizione all’amianto, ci obbliga a dover assumere almeno un

atteggiamento di cautela nei confronti dell’esposizione all’amianto da ingestione .

(13:08 -14:18)

2- Dall’intervista a Vito Totire, presidente Associazione Nazionale Esposti Amianto:

…l’approccio alla valutazione del rischio deve essere dinamica: in situazione straordinaria,

ma frequente, cosa succede quando c’è l’usura, la rottura della tubazione?

(9:34- 9:40)

…il problema dell’amianto nelle tubazioni comporta anche una “dispersione aerea” nell’appartamento e un rischio di inquinamento indoor ( v. monitoraggio condotto in Australia su rilascio fibre amianto da asciugamano lavato con acqua proveniente da tubi in amianto, da lavaggio pavimento, dal fare la doccia) e studio-pubblicazione dell’Istituto Superiore di Sanità, Italia 1991.

(14:18…)

…le fibre vanno in circolo e purtroppo gli organi bersaglio sono numerosi ( tiroiderenevie biliari entraepatiche)

(22:50…)

…arriviamo finalmente a un dibattitoistruttoria pubblica sul problema del rischio amianto collegato all’acquedotto !

(28 …)

3-Dall’intervista al dott. Morando Soffritti , direttore scientifico Istituto RamazziniBentivoglio(BO):

…ogni agente chimico o fisico che sia stato dimostrato essere capace di indurre tumori,

può indurre tumori in qualsiasi parte e qualsiasi tessuto dell’organismo umano

(29:05….)

B) CONFINAMENTO, SMALTIMENTO , RIMOZIONE, ALTERNATIVA AI MANUFATTI DI CA,

a supporto della necessaria e urgente sostituzione della rete idrica in cementoamianto:

-Il Piano, per essere completo, deve assolutamente prendere in conto i fondi per la sostituzione dalla rete di distribuzione dell’acqua potabile con i suoi 7738 km di tubazioni in cemento-amianto (Legge Regionale n° 22/2005, art.6 comma 2).
Per la parte interrata, che costituisce la quasi totalità della rete, dopo tutte le verifiche di impatto, potrebbe essere presa in conto la soluzione di confinamento tracciabile lasciandole dove sono.
Questo permetterebbe un notevole risparmio eliminando le ingentissime spese altrimenti necessarie per il ricupero e lo smaltimento del materiale; risparmi verrebbero anche per l’operazione di sostituzione che si potrebbe realizzare senza o con poche interruzioni sulla distribuzione dell’acqua.
Altro primario vantaggio, restando sotto terra i tubi, sarebbe di avere la certezza di escludere rischi sia sui lavoratori che vi operano, sia sulla popolazione tutta, abbattendo drasticamente l’impatto sanitario ambientale

– AMIANTO NELL’ACQUA POTABILE intervista a Fiorella Belpoggi, direttrice del centro ricerca sul cancro Cesare Maltoni, presso Istituto Ramazzini, Bologna:

…non interventi con sostanze chimiche, non tanto filtri…. ottimale è la scelta di procedere a piccoli passi, ma arrivare a una bonifica completa delle tubazioni, che, non è che vada tagliata o rimediata, ma affiancata da una tubatura in PVC… costruito oggi con tecnologia innovativa che non dà rilascio di monomeri chimici e che lo rende inerte

https://www.youtube.com/watch?v=b4lqk5o2S_Y   (minuto 9:28‐10:00)

Piano 8.4. pg 147 Le alternative allo smaltimento dei rifiuti contenenti amianto

è doveroso considerare la realtà del brevetto LEBSC

(Laboratorio di Strutturistica Chimica Ambientale e Biologica) operante presso il Dipartimento di Chimica “G. Ciamician” dell’Alma Mater Studiorum, Università di Bologna e incollaborazione con la Chemical Center S.r.L. (brevetto europeo:EP11175285.3 ).

In alternativa alla discarica, soluzione tutt’altro che ottimale, o di altri metodi di smaltimento o trasformazione ben più onerosi, si propone un trattamento industriale in cui le fibre d’amianto vengono degradate mediante utilizzo di siero di latte.

A Melpignano, in provincia di Lecce, è in fase di valutazione l’insediamento di uno di questi impianti.

Si prevede possa trattare fino a cinque tonnellate al giorno di manufatti in cementoamianto sottoposte ad un processo idrotermale chiuso a 150-180°C e 2 atm di pressione. Questa duplice operazione chimicofisica dovrebbe decomporre la struttura delle fibre di amianto rendendole innocue per la salute umana. Inoltre dal procedimento si dovrebbero ottenere prodotti da commercializzare come metalli quali manganese, magnesio, nichel, ferro ed anche fertilizzanti.

Essendo la Sardegna una regione dove allevamento e industria casearia sono parte principale della realtà produttiva, nonché regione dove certo i manufatti in amianto non mancano, sarebbe opportuno valutare, previe valutazioni tecniche, di dare accoglienza e sostegno o perlomeno guardare con attenzione a questo progetto innovativo ma ancora sperimentale.

Per approfondimenti sul Processo di trasformazione di manufatti in cementoamianto utilizzando siero di latte esausto e/o scarti acidi provenienti dalavorazione del settore agroalimentare:

http://inbosa.it/wp-content/uploads/2015/03/trasformazione-dellamianto-con-siero-di-latte.pdf

http://www.chemicalcenter.it/wp-content/uploads/2013/10/chemical-articolo.pdf

https://www.google.com/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=3&cad=rja&uact=8&ved=0CCgQFjAC&url=http%3A%2F%2Fosservatorioamianto.jimdo.com%2Fapp%2Fdownload%2F6432579756%2FAsti%2B21.05.2014%2BParte%2Bseconda.pdf%3Ft%3D1424707489&ei=SRkbVdTZDIKxUdKugeAC&usg=AFQjCNHgfmz4xT8tXhHrny8VMTj3oEqzqg&sig2=WujwhpI5Chw9uKkVWVSi_Q&bvm=bv.89744112,d.d24

C) INFORMAZIONE

quanto all’informazione nonché educazione della popolazione che utilizza le reti idriche pubbliche e che ignora i dati e le conseguenze riportate in qs osservazioni, si richiedono urgentemente misure concrete di coinvolgimento di medici di base, insegnanti, nonche’ cittadini in generale, per avviare comportamenti di cautela della salute.

Oltre al doveroso atto di pubblicare le tabelle inerenti a finanziamenti erogati e rispettive rendicontazioni, per completezza di informazione è imprescindibile che gli Enti di competenza, sulla base di opportune indicazioni normative regionali ( esistenti o da porre in essere) pubblichino anche il relativo resoconto riguardo al lavoro che è stato realmente e materialmente eseguito.

Dunque rispettare il diritto dei cittadini tutti oltre che a conoscere il quando ed il quanto, conoscere anche il cosa, il dove ed il come. Cosa è stato concretamente fatto spendendo i soldi pubblici che si dichiara di aver speso? Quali scelte sono state fatte e perchè?

Ad esempio, nella tabella relativa ai finanziamenti erogati per la bonifica della rete idrica

(tab. 13.18 pag.206), è legittimo conoscere quali sono e dove sono ubicati i tratti di acquedotto bonificati da ciascun ente, ed in che modo tale bonifica è stata eseguita. Quali tecniche sono state utilizzate, e perché? Delle condotte si è scelto il confinamento o sono state rimosse? Sono state conferite in discariche sarde o sono state imbarcate e spedite fuori regione? Che trattamenti hanno subito? Con cosa sono state sostituite?

Fondamentale che il cittadino abbia pieno diritto ad accedere a strumenti quanto più completi di valutazione, partecipazione e controllo riguardo al corretto utilizzo dei fondi pubblici ed ad inerenti criticità.

D) SEGNALAZIONI

1- Nel Piano i dati quantitativi dell’amianto, da ricuperare e trattare, si prestano a confusione con l’uso di 2 unità di misura: peso e volume.*

Nello specifico per le prime due fasi é previsto un peso dell’amianto ricuperato di 94.000 tonnellate ( vedi pagina 12) e un volume di 94.000 m3 ( vedi pagina 13) , questo senza tener conto del peso specifico del cementoamianto (1,6 t/mc. ) che, se il valore da prendere in conto é quello del peso, il volume del Piano si deve ridurre di circa 36.000 m3, con un risparmio notevole di discarica e operazioni collegate; la differenza diventa ancora piu’ considerevole se consideriamo il totale dell’amianto da ricuperare con la fase 3 che prevede 440.000 t. (vedi pagina 13,dove per errore la somma delle 3 fasi é stata arrotondata a 500.000t perdendo per strada 34.000t)

2- l’ Ob 9 del Piano prevede di ” regolamentare e semplificare l’attività di formazione professionale”. Sarebbe preferibile una formulazione del tipo ” assicurare un’adeguata formazione professionale”

Nel presentare le nostre Osservazioni al
PIANO REGIONALE DI GESTIONE DEI RIFIUTI
Piano regionale di protezione,
decontaminazione, smaltimento e bonifica
dell’ambiente ai fini della difesa dai pericoli
derivanti dall’amianto
RELAZIONE DI PIANO
Adottato con Deliberazione della Giunta Regionale n. 53/15 del 29 dicembre 2014
vogliamo evidenziare che il nostro studio per prepararle ha sortito  istanze  e richieste non formali e puntuali, ma  sostanziali  e sintetiche.
grazie per l’attenzione
paola balderacchi per nome e per conto di
– INB (Comitato di Informazione Indipendente per Bosa e Dintorni)
– Comitato acquabenecomuneplanargia e montiferro

Un pensiero su “Osservazioni al Piano Regionale Sardegna per l’Amianto

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