Zero in Condotte – sul progetto Bosa Colores

Il progetto Bosa Colores parte nel 2008, quando viene presenato un piano edilizio a carattere residenziale e turistico in località Campu ’e Mare ed esclusivamente turistico-ricettivo a Sa Sea, comprendente il recupero delle strutture esistenti a Sa Miniera e a Tentizzos.
Grandi promesse di posti di lavoro e incremento del flusso turistico. Abbiamo visto com’è andata: di tutto ciò la Condotte Immobiliare è riuscita a realizzare soltanto una struttura di 50 appartamenti
(già progettati dalla discussa società Bosa Sviluppo, cui è subentrata nel 2007) dall’aspetto decisamente poco appetibile per un eventuale compratore. Infatti di compratori se ne son visti ben pochi e gli appartamenti sono per la maggior parte invenduti.

DSC_0338L’amministrazione di Piero Casula perciò nel febbraio del 2012 intavola delle trattative per correre ai ripari e propone un ridimensionamento del progetto: uno spostamento di volumetrie residenziali
da Campu ’e Mare (30.000 mc) a Sa Sea. Il nuovo progetto prevede un intervento di 100.000 mc. di villette a schiera e 48.000 di tipo turistico-ricettivo a Campu ’e Mare e 30.000 mc residenziali più
25.000 turistico-ricettivi a Sa Sea. Per poter realizzare tutto questo occorrerebbe modificare il PUC
(Piano Urbanistico Comunale), realizzare una variante del Piano di Lottizzazione, modificando la destinazione d’uso dei terreni di Sa Sea e Campu ’e Mare, delocalizzare le volumetrie previste dal piano precedente e ridefinire le tipologie edilizie. Quisquilie.
Comunque una proposta che si può senz’altro considerare allettante per la Condotte. Che però non si accontenta e trova, o crede di trovare,
nella legge Regionale n.19/2011 “per lo sviluppo del turismo golfistico” la possibilità di fare bottino pieno. La legge, pensano, gli consentirebbe di realizzare a Tentizzos e a Sa Miniera un campo da
golf da 18 buche, e gli consentirebbe inoltre di aumentare le volumetrie in funzione del golf stesso.
L’amministratore della Condotte, Giuseppe Vadalà, nell’assemblea del 12 settembre 2012, in cui il progetto viene presentato alla popolazione,
spiega che la realizzazione del campo da golf consentirebbe di avere l’appoggio di importanti gruppi turistici che al momento non vedono in Bosa un mercato appetibile. Peccato che la legge
regionale sul golf sia stata impugnata presso la Corte Costituzionale e attualmente risulti sospesa e il progetto della Condotte sembra pertanto appartenere più al mondo delle fantasie speculative che a quello della realtà effettiva.

Ma cosa prevede questo ambizioso castello in aria?
Un campo da golf di almeno 85 ettari che occuperebbe l’intero territorio di Tentizzos e, a Sa Miniera, 45.000 mc, con 26 ville e 28 borghetti, e 30.000 mc. a uso turistico per bar, ristoranti, piscina, scuola immersione, noleggio barche ecc…
Con le strutture previste a Campu ‘e Mare e a Sa Sea, si avranno in tutto 278.000 mc (175.000 residenziali e 103.000 turistico-ricettivi) contro i 182.000 totali già approvati ….
Insomma, un centro residenziale-turistico connesso ad una struttura sportiva tra le più invasive che si possano immaginare, autonomo e autosufficiente, senza connessioni con la realtà bosana.

schema intervento

 

Anzitutto l’integrità di uno dei luoghi più belli della Sardegna, Tentizzos, e il libero accesso a quel tratto di costa da parte dei bosani e dei turisti e di conseguenza la perdita di un importante flusso di visitatori che cercano un rapporto con la natura più autentico e che sono in continuo aumento.

Parliamo di persone che fanno i loro acquisti e soggiornano a Bosa; che frequentano bar, pescherie, B&B, negozi, alberghi, ristoranti; che cercano prodotti locali genuini; che sono pronti a contribuire in cambio di buoni servizi, quando gli vengono offerti; che in definitiva consentono di creare ricchezza alla popolazione di Bosa tutta.

Perché rischiare di perdere il tratto di costa più bello a favore di un sistema chiuso e a sé stante, con i suoi negozi e i suoi alberghi, estraneo alla realtà bosana, che non porterebbe nuova ricchezza ma la sottrarrebbe?

Vale ancora la pena proporre il modello di sviluppo in stile Costa Smeralda in un periodo in cui questo modello è entrato in una crisi profonda?

Tentizzos vi sembra qualcosa che si possa vendere? Non dovrebbe essere ciascuno di noi il naturale custode e guardiano di questo bene meraviglioso?

Damiano Sanna

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